| A cura di Pietro Bove SANT'AGATA DI PUGLIA E IL CASTELLO La storia del Castello di Sant'Agata, che per lo più riflette anche quella del paese, è legata principalmente alla natura del luogo che lo ospita, quale ottimo osservatorio e punto strategico, dominante la valle del Calaggio, i confini dell'Irpinia, della Lucania e della Daunia, e posto proprio allo sbocco dei valichi campani verso la Puglia (confini di dominio Longobardo- Bizantino). Il territorio è stato attraversato da una vasta viabilità romana ed ha avuto una notevole presenza monastica, come è testimoniato da monumenti e vestigia. Il Castello,Castrum o Rocca, era denominato nel periodo romano Artemisium, forse per il fatto che in vetta al monte vi fosse un tempio pagano. Con l'avvento del Cristianesimo, e precisamente quando nel 592 per volontà del Papa Gregorio Magno furono trasportate le reliquie della Martire S.Agata da Catania a Roma, l'Artemisium fu battezzato S.Agata in onore della Santa. La Rocca di Sant'Agata ha ricoperto nel medioevo la funzione importantissima di provincia o distretto militare ‑ amministrativo, avendo il comando di una circoscrizione composta da un determinato numero di paesi. Questo distretto con i Longobardi era denominato Gastaldato, al comando di questo vi era il Gastaldo, che nell'anno 997 risulta essere un tale Marino. Durante la dominazione longobarda Sant'Agata fu l'ultimo avamposto del Ducato di Benevento. Verso il mille ne erano padroni Landolfo e Pandolfo, principi beneventani. La tradizione orale santagatese ha tramandato la leggenda del valoroso condottiero Capitano Agatone, Signore di Sant'Agata, abile e astuto nelle sue imprese, rigido nel far rispettare le leggi, trovò la morte per mano del suo barbiere che non accettò che fosse applicato nei confronti della sua sposa la "ius primae noctìs".I Marchesi Loffredo fecero dipingere un ritratto di Agatone, tutt'ora esistente, sotto la volta dell'atrio di accesso al cortile del Castello, in un ovale delimitato da una fascia su cui è scritto: "Agatho dux arcis Sanctae Agathae - mori potius quam foedari". Nella seconda metà dell'anno Mille la Rocca era in mano ai Normanni. Abagelardo, nipote del Duca Roberto il Guiscardo, con suo cognato Gradelone, tentò di sollevare contro il Duca molte città della Puglia e in questa azione si fortificò in Rocca Sant'Agata. Roberto il Guiscardo per porre fine a questa insurrezione mosse alla cattura di Abagelardo assediando la Rocca che si arrese nel 1079. Nel 1086 era padrone della Rocca il Duca Ruggiero d'Altavilla figlio di Roberto il Guiscardo al quale seguirono i consanguinei Brittone, Rainolfo, suo figlio Ioele e Riccardo figlio di quest'ultimo, i quali saranno padroni della Rocca fino al 1133 anno in cui il Re normanno Ruggiero II - primo Re di Sicilia che governava su tutto il regno dell'Italia meridionale - come ci ha tramandato un cronista dell'epoca: "volle e ricevette da Riccardo, la fortezza di Sant'Agata, per il fatto che, posto su inaccessibile monte, dominava quasi tutta la Puglia, che egli di là poteva difendere in grandissima parte." Nel periodo della dominazione normanna la provincia militare era denominata 'Comestabulia' ed a capo vi era il Contestabile. Dal 1150 e probabilmente fino al 1163 fu Contestabile Garmondo. In questo periodo gli ufficiali che presidiavano il comando militare. |
|---|